La storia di Madama Butterfly

Sto praticamente vivendo dentro la casa teatrale di Giacomo Puccini (il Teatro del Giglio di Lucca) e ovviamente non potevo trattenermi dal parlare di almeno un’opera del grande Maestro.
La scelta è ricaduta su Madama Butterfly e soprattutto sul suo debutto fallimentare.
Ebbene sì, oggi Madama Butterfly è una delle opere pucciniane più famose al mondo, ma la prima volta che venne proposta al pubblico non scosse il successo immaginato.

Genesi
Facciamo un passo indietro, di cosa parliamo? Madama Butterfly è un’opera in tre atti (in origine due) di Giacomo Puccini, su libretto di Giuseppe Giacosa e Luigi Illica, definita nello spartito e nel libretto “tragedia giapponese”. La prima ebbe luogo a Milano, il 17 febbraio 1904 al Teatro alla Scala.
Puccini si documentò senza sosta per poter realizzare questo dramma, cercando anche la più minuziosa informazione sui vari elementi orientali che aveva ritenuto necessario inserire. Fu aiutato in questa ricerca da una nota attrice giapponese, Sada Yacco, e dalla moglie dell’ambasciatore nipponico con la quale parlò in Italia facendosi descrivere usi e costumi del popolo orientale.

L’insuccesso
Il Maestro era assolutamente era certo di riscuotere successo con quest’opera, e per questo motivo scelse – in accordo con Giulio Ricordi, suo editore – il palcoscenico della Scala il debutto.
Come dicevamo purtroppo, l’evento si rivelò un fiasco.


Così scriveva Puccini all’amico che scrivendo all’amico Camillo Bondi in merito a questo fiasco: «con animo triste ma forte ti dico che fu un vero linciaggio. Non ascoltarono una nota quei cannibali. Che orrenda orgia di forsennati, briachi d’odio. Ma la mia Butterfly rimane qual è: l’opera più sentita e suggestiva ch’io abbia mai concepito. E avrò la rivincita, vedrai, se la darò in un ambiente meno vasto e meno saturo d’odi e di passioni».


Questo fallimento spronò Puccini a una revisione dell’opera, come l’eliminazione di alcuni numeri musicali, la modifica di alcune scene e la risuddivisione dell’opera in tre atti anziché due.
Nella nuova veste, Madama Butterfly, interpretata da Solomiya Krushelnytska e Zenatello diretta da Campanini, venne accolta entusiasticamente al Teatro Grande di Brescia appena tre mesi dopo, il 28 maggio, e da quel giorno iniziò la sua seconda, fortunata esistenza.

Noemi Spasari

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