Lucca Film Festival e Europa Cinema 2021 si terrà dal 1 al 10 ottobre

Sarà un festival immersivo quello del Lucca Film Festival e Europa Cinema edizione 2021 che si terrà dal 1° al 10 ottobre a Lucca, uno degli eventi di punta del panorama culturale toscano, realizzato grazie al contributo della Fondazione Cassa di Risparmio.
Un festival diffuso in forma ibrida, con un programma ricco di proiezioni, incontri digitali ed eventi dal vivo come Effetto Cinema Notte, che negli anni ha coinvolto la città con programmi performativi unici e originali, rispettando le norme di sicurezza e con modalità che saranno comunicate a settembre.


Tra gli omaggi proposti del festival quello a Nino Manfredi nei 100 anni della sua nascita con una selezione dei suoi film, una mostra dedicata e ospiti del suo “cinema”. Manfredi con oltre cento film per il cinema, una quarantina di partecipazioni televisive, tre regie, dodici sceneggiature e tanto teatro, ha vestito gli indimenticabili panni di Geppetto, del venditore abusivo sui treni, del barista di Ceccano, emigrante, commissario, sottoproletario. “Questo e molto di più è stato Saturnino Manfredi – dicono gli organizzatori del festival – in arte Nino, un attore poliedrico che ci ha lasciato una ricchissima eredità di interpretazioni magistrali”.
“Un’edizione che non possiamo non dedicare a Marcello Petrozziello, coordinatore dell’Ufficio Stampa e relazioni esterne della Fondazione scomparso in questi giorni – ha detto Marcello Bertocchini, presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca – che tanto amava il cinema italiano e l’omaggio a Nino Manfredi è simbolo di ripartenza, attore poliedrico che ha raccontato l’Italia popolare in tutto il suo splendore, i suoi drammi e le sue rivincite”.


La “crossmedialità” che caratterizza il festival porta il pubblico nel mondo virtuale con una proposta unica in Italia: la prima edizione di Every Screen tv, un contest cinematografico all’interno della piattaforma di streaming Twitch, nata per la trasmissione di videogiochi realizzato e promosso insieme alla piattaforma www.multiplayer.it.


Il festival racconterà la carriera delle star internazionali con un omaggio cinematografico (proiezioni) e con la tradizionale masterclass, momento unico che mette in relazione il pubblico con le star presenti. Ad animare il programma i Concorsi internazionali (lungometraggi e cortometraggi), in prima italiana per “scoprire i nuovi talenti del cinema” di cui sono aperte le iscrizioni. I film selezionati per il concorso lungometraggi saranno 12 e competeranno per l’assegnazione di tre premi (Miglior lungometraggio dalle giurie internazionali – 3000 mila euro; studentesca e popolare sia dal vivo sia on line) e la storica competizione dei cortometraggi alla sua sedicesima edizione offre un premio in denaro per l’opera vincitrice del valore di 500 euro. In programma poi le Anteprime fuori concorso (film per il grande pubblico – accompagnati dai protagonisti – che

usciranno poi nei cinema d’Italia); la sezione Arte con mostre a tema e gli eventi performativi con Effetto Cinema Notte, la sezione che animerà il tappeto rosso durante il festival. Nel ricco cartellone anche la sezione Educational dedicato alle scuole, grazie al Bando del MIUR “Cinema per la Scuola – Buone Pratiche, Rassegne e Festival” con nuovi progetti che sapranno coinvolgere le classi del territorio in un calendario predisposto ad hoc con eventi in web conferencing e in presenza che vedrà non solo la proiezione di film ma anche presentazioni e masterclass ad opera degli ospiti del Festival.

Tra le collaborazioni sinergiche sul territorio quella con Lucca 48, un festival cinematografico dove i partecipanti saranno tenuti a realizzare un cortometraggio in 48 ore e i vincitori proiettati al festival l’ultimo giorno e la sesta edizione di Over The Real, il festival Internazionale di videoarte, che presenta le più significative linee di ricerca emerse negli ultimi anni nel panorama internazionale delle arti audiovisive.

Lucca Film Festival e Europa Cinema
Il Lucca Film Festival e Europa Cinema, presieduto da Nicola Borrelli, negli anni ha omaggiato i grandi nomi del cinema internazionale da Oliver Stone a David Lynch, da Rutger Hauer a George Romero, da Paolo Sorrentino a Willem Dafoe. E’ uno degli eventi di punta del panorama culturale toscano, realizzato grazie al contributo della Fondazione Cassa di Risparmio. Banca Generali Private Wealth Management (Paolo Tacchi) e Banca Pictet sono i Main Sponsor della manifestazione e le mostre sono prodotte con il sostegno di Societe Generale. Il festival si avvale inoltre del supporto di Fondazione Banca del Monte di Lucca, Sofidel, Audi Center Terigi, Martinelli Luce, Fabio Perini S.p.A, Garinucci Napoli, Wella, Il Ciocco S.p.A, Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, Ministero dell’Istruzione, Ministero dell’Università e della Ricerca, Regione Toscana, Fondazione Sistema Toscana, The lands of Giacomo Puccini, Comune di Lucca, Comune di Viareggio e della collaborazione e co produzione di Provincia di Lucca, Robert F. Kennedy Human Rights Italia, Teatro del Giglio di Lucca, Fondazione Giacomo Puccini e Puccini Museum – Casa Natale, Fondazione Carlo Ludovico Ragghianti, Università degli Studi di Firenze, Accademia di Belle Arti di Carrara, CNA Cinema e Audiovisivo Toscana, Istituto Luigi Boccherini e Liceo Artistico Musicale e Coreutico Augusto Passaglia. Si ringraziano anche Federazione Italiana Teatro Amatori (FITA), A.C.S.I. Associazione Centri Sportivi Italiani, Lucca Comics & Games, la Direzione Regionale di Trenitalia, Unicoop Firenze, Confcommercio delle Province di Lucca e Massa Carrara, il Corso di Laurea in Discipline dello Spettacolo e della Comunicazione del Dipartimento di Civiltà e Forme del Sapere dell’Università di Pisa e Photolux Festival per la collaborazione.


Main partner dell’evento è MyMovies.it
Media partner del festival: Movieplayer.it e Badtaste.it

CALIGOLA. UNDERDOG/UPSET l’ultima produzione del Teatro Del Carretto

prima regia di Jonathan Bertolai in scena sabato 10 e domenica 11 luglio (alle ore 21) al Teatro del Giglio per il cartellone di “Piazza del Giglio”

Lucca, martedì 6 luglio 2021 – Jonathan Bertolai, attore negli spettacoli di repertorio del Teatro Del Carretto dal 2006 e assistente alla regia di Maria Grazia Cipriani in Ultimo Chisciotte, firma la regia di CALIGOLA. UNDERDOG/UPSET, ultima produzione della Compagnia, in scena sabato 10 e domenica 11 luglio (alle ore 21.00) al Teatro del Giglio. «È uno spettacolo – afferma Bertolai – che parla di questo tempo incerto che stiamo vivendo, un tempo che incede più velocemente della natura dell’uomo, costretto a rincorrere sé stesso, in una distanza ormai siderale. Caligola come noi fluttua smarrito nei meandri della sua mente cercando l’impossibile

Il desiderio che ha guidato lo studio di questo spettacolo è nato nella primavera 2019 – ben prima della pandemia che ci ha colpiti – e ha trovato negli ultimi mesi nuovi motivi di urgenza.  La scelta di questo personaggio e dei suoi drammi interiori trae origine dalla necessità di indagare il mondo giovanile con la sua fragilità e il disagio esistenziale nei confronti del futuro: temi, in particolare quest’ultimo, che ora si rivelano di ancora più scottante attualità, innestandosi in un panorama caratterizzato da un’incertezza globale in termini economici, politici e culturali, oltre che sanitari. Così come Caligola voleva “semplicemente” la luna, anche al giorno d’oggi le nuove generazioni si scontrano con un mondo assurdo, nel quale devono conquistare il loro diritto di esistere e di emergere, a partire da un contesto a loro completamente sfavorevole. Devono combattere come se fossero su un ring, e, per continuare in questa metafora, come un pugile dato per sfavorito (underdog) a volte riescono con determinazione e follia a ribaltare i pronostici (upset).

Tenendo a mente la giovane età di Caligola, quando divenne imperatore e quando visse il lutto per l’amata sorella Drusilla, non è allora casuale il fascino esercitato da quest’opera sia sul giovane attore protagonista dello spettacolo – diplomato nel 2018 alla Scuola Teatro Arsenale di Milano -, sia su Jonathan Bertolai, al suo debutto da regista.  È proprio dal desiderio di Ian Gualdani di confrontarsi con un Caligola lontano dall’essere “solo” l’imperatore folle che nasce questa messa in scena e, nello sguardo di Jonathan Bertolai, assume i contorni di uno spazio mentale amplificato nel quale fluttua questo Caligola: sulla scena il pubblico assiste ad una rapsodia di dialoghi interiori, un dipanarsi dei pensieri del protagonista che trovano la loro trasposizione visiva nella gestualità dell’attore. Jonathan Bertolai ci racconta tutta l’assurdità che la vita può riservare, attraverso un dramma psicologico calato in un’atmosfera post industriale. Su una scena trapuntata di monitor e luci a neon, su cui si staglia un piedistallo e si schierano delle statuette, passano video e inserti sonori che richiamano gli anni ’80 (ricordano ad esempio i video musicali dei Talking Heads) e scenografie che si ispirano alle opere multimediali di Bill Viola, creando una curiosa alternanza tra la tragicità dei temi trattati e il pop di questa estetica. 

La molteplicità di suoni che si rincorrono nella sala e i contributi video che circondano il corpo dell’attore sono le mille voci del dissidio interiore di Caligola raccontati dalla notevole versatilità interpretativa di Ian Gualdani.  La ricerca sonora di Hubert Westkemper, già sound designer di numerosi artisti internazionali di fama e del Teatro Del Carretto, e premio Ubu 2005 e 2019, in sinergia con le luci di Orlando Bolognesi rafforzano l’alternanza fra il dissidio interiore e la freschezza dell’essere giovani.

CALIGOLA. UNDERDOG/UPSET
produzione Teatro Del Carretto
regia Jonathan Bertolai
sound design Hubert Westkemper
light design Orlando Bolognesi
con Ian Gualdani
fonico Luca Contini
tecnico luci Mattia Bagnoli
elementi scenici Rosanna Monti
scenotecnica Giacomo Pecchia
realizzazione video Diego Granzetti, Giovanni Adorni
foto e grafica Manuela Giusto

Il cartellone di Piazza del Giglio prosegue con Astor Querido – 100 anni con Piazzolla (16 luglio), omaggio a Piazzolla (evento realizzato in collaborazione con Associazione Culturale Tango Querido Lucca). Il 23 luglio sarà la volta di Grandi Discorsi di Renata Palminiello, dedicato alle voci che hanno fatto la Storia (una produzione dell’Associazione Teatrale Pistoiese Centro di Produzione Teatrale); il 24 luglio in Poetica, concerto dedicato a Robert Schumann, si esibiranno Claudio Bohórquez al violoncello e Péter Nagy al pianoforte, insieme ad alcuni dei migliori allievi dell’edizione 2021 del Virtuoso & Belcanto Festival 2021. Il 30 luglio farà tappa a Lucca, per Piazza del Giglio, Ascanio Celestini con il suo Barzellette (produzione Mismaonda creazioni live). Ultimo appuntamento della rassegna venerdì 6 agosto con La serva padrona, un intermezzo buffo in due parti di Giovan Battista Pergolesi, per la regia di Nicola Fanucchi e la direzione di Stefano Teani, realizzato in collaborazione con Animando – Centro di Produzione Musicale.

L’offerta estiva del Teatro del Giglio si compone anche di GiglioLab Estate, laboratori per bambini e bambine, ragazzi e ragazze dai 4 ai 12 anni (all’Agorà, per tutto il mese di luglio) dedicati ai libri e a Puccini, e delle Cartoline Pucciniane (fino a settembre).

Prezzi: biglietto per posto unico 12 euro, ridotto per soci UniCoop FI 10 euro.

Informazioni e acquisti online sul sito www.teatrodelgiglio.it e su www.TicketOne.it

A Lucca il recital lirico “Donne all’opera”

Torna la musica in piazza del Giglio venerdì 9 luglio alle ore 21.30 con il recital lirico “Donne all’opera” che vede protagoniste Antonella Biondo, Lara Leonardi e Arianna Tarantino

Dopo il successo dello scorso anno, torna per “Piazza del Giglio” (venerdì 9 luglio, ore 21.30) il trio al femminile composto da Antonella Biondo (soprano), Lara Leonardi (soprano) e Arianna Tarantino (pianoforte): tre giovani e carismatiche interpreti dimostrano quanto il linguaggio dell’opera possa unire le generazioni, e si apprestano con eleganza e passione a interpretare un’antologia di celebri pagine liriche da Bellini a Verdi, passando da Donizetti e immancabilmente Puccini, nella forma intima, ma di grande forza emotiva, del recital al pianoforte.

Il Teatro del Giglio è teatro di tradizione e da sempre fa della lirica un punto di forza, restituendola alla città di Lucca come patrimonio artistico e culturale condiviso, alla base dell’immaginario collettivo e del gusto artistico. Su queste basi è stato costruito il programma della serata: Intermezzo da Suor Angelica di Giacomo Puccini; Casta Diva da Norma di Vincenzo Bellini; Qui la voce sua soave da I Puritani di Vincenzo Bellini; Vissi d’arte da Tosca di GiacomoPuccini; È strano… Sempre libera da La traviata di Giuseppe Verdi; Io son l’umile ancella da Adriana Lecovreur di Francesco Cilea; Se come voi piccina da Le Villi di Giacomo Puccini; Preludio e Vals Poético n. 1 di Enrique Granados; A mezzanotte di Gaetano Donizetti; Stornello di Giuseppe Verdi; Granada di Agustín Lara; Sole e amore di Giacomo Puccini; Luna d’estate di Francesco Paolo Tosti; Me voglio fa ‘na casa di Gaetano Donizetti.

Il cartellone di Piazza del Giglio prosegue: sabato 10 e domenica 11 luglio la scena si sposta all’interno del teatro con Caligola. Underdog/Upset, nuova produzione del Teatro Del Carretto per regia e drammaturgia di Jonathan Bertolai, protagonista Ian Gualdani. Astor Querido – 100 anni con Piazzolla (16 luglio) omaggia Piazzolla (evento realizzato in collaborazione con Associazione Culturale Tango Querido Lucca); il 23 luglio sarà la volta di Grandi Discorsi, dedicato alle voci che hanno fatto la Storia (una produzione dell’Associazione Teatrale Pistoiese Centro di Produzione Teatrale), mentre il 24 luglio, con Poetica, concerto dedicato a Robert Schumann, si esibiranno Claudio Bohórquez al violoncello e Péter Nagy al pianoforte, insieme ad alcuni dei migliori allievi dell’edizione 2021 del Virtuoso & Belcanto Festival 2021. Il 30 luglio farà tappa a Lucca, per Piazza del Giglio, Ascanio Celestinicon il suo Barzellette (produzione Mismaonda creazioni live). Ultimo appuntamento della rassegna venerdì 6 agosto con La serva padrona, un intermezzo buffo in due parti di Giovan Battista Pergolesi, per la regia di Nicola Fanucchi e la direzione di Stefano Teani, realizzato in collaborazione con Animando – Centro di Produzione Musicale.

L’offerta estiva del Teatro del Giglio si compone anche degli appuntamenti dei laboratori di GiglioLab Estate (all’Agorà, per tutto il mese di luglio) dedicati ai libri e a Puccini per bambini e bambine, ragazzi e ragazze dai 4 ai 12 anni e delle Cartoline Pucciniane (fino a settembre),l’appuntamento serale con i recital per canto e pianoforte.

Prezzi: biglietto per posto unico 12 euro, ridotto per soci UniCoop FI 10 euro.

Informazioni e acquisti online sul sito www.teatrodelgiglio.it e su www.TicketOne.it

L’acqua del lago non è mai dolce di Giulia Caminito

Continua la mia sfida al Premio Strega: siamo a 7/12 con L’acqua del lago non è mai dolce di Giulia Caminito.

Io non scommetto mai, ma questo lo vedo nei cinque finalisti. Almeno lo vorrei vedere.

Bello.
Un racconto familiare di una vita di lotta, ripicca e rivalsa, o almeno di tentativi.

La storia di Antonia, una di quelle che non molla mai. Di estrazione umile, ignorante perché non ha mai studiato. La lotta per la sopravvivenza porta tutta la famiglia fuori Roma, ad Anguillara Sabazia sul lago di Bracciano.

Gaia, la protagonista, è una ragazzina diversa dagli altri, la mamma le taglia i capelli a casa, indossa vestiti vecchi e consumati, non ha le televisione in casa.

Un nome il suo che meno adatto non poteva essere scelto, ma forse per me è un fattore personale, perché è un nome a cui son legata e che associo a una persona assolutamente diversa.

Una madre troppo presente che incide sulla sua vita in maniera morbosa. Ma la nostra non è una ragazza che subisce. Alla violenza risponde con la violenza.

Gaia sopraffatta da una vita così priva di bellezza e leggerezza, cova una rabbia feroce, una profonda vergogna e cattiveria.

L’acqua del lago non è mai dolce è un romanzo potente, che racconta una storia conflittuale, ma profondamente reale.

Il Cavaliere Inesistente

Nella classifica dei libri da leggere almeno una volta nella vita rientra sicuramente la trilogia araldica “I nostri antenati” di Italo Calvino.

Questa volta è toccato a Il Cavaliere Inesistente.

Ambientata ai tempi di Carlomagno, il romanzo è un’intesa riflessione su alcuni aspetti della realtà ancora contemporanea: la mancanza di identità, l’assenza di certezze e di punti di riferimento. Aspetti che ogni giorno diventano sempre più urgenti e comuni.

E così che Il Cavaliere Inesistente ci appare come il simbolo dell’uomo moderno, tanto in crisi da sembrare privo di identità e così quasi inesistente.

E così che l’uomo di oggi apparte come la bianca armatura di Agilulfo, vuoto.

Costante è anche la ricerca e la coscienza di sé.

Lo avessi letto bene ai tempi in cui avrei dovuto (le letture obbligatorie del liceo) probabilmente non lo avrei compreso.

Il libro delle case di Andrea Bajani

Nel titolo è riassunto tutto. Un libro che di casa in casa, di mura in mura, narra la storia di una persona, Io, che può essere chiunque di noi.

Ma la casa non è intesa solo nel senso fisico del termine, con quattro mura e un tetto, ma la casa è quello in cui vivi, è un cuore, è una promessa, è un impegno.
Casa può essere anche un anello al dito.

Un libro che va preso nel verso giusto, altrimenti il rischio è di non apprezzarlo pienamente.

Continua la mia sfida, un po’ rallentata.

E per voi cos’è casa?

Jane Eyre, un classico fra i classici

Iniziando a leggere questo romanzo ho avuto un po’ la sensazione di trovarmi in un mondo dickensiano, poi per fortuna il timbro è cambiato!

Di cosa parla questo grande classico? È la storia di una ragazza speciale, nata orfana e che alla fine avrà il suo riscatto.

Ci son delle cose che mi hanno affascinata in questa storia, altre che mi hanno convinta un po’ meno.

Come molti romanzi dell’epoca il fulcro della storia sta sull’amore reso complicato dalla differenza sociale dei due innamorati, con colpi di scena, alti e bassi e finali strappalacrime.

Il romanzo è un classico fra i classici, ma non fra i miei preferiti. Senza dubbio è palese come le Bronte per l’ennesima volta si dimostrino avanti con i tempi e anticipatrici di un futuro lontano.

Purtroppo, non riesco a non immedesimarmi in un’opera e a confrontarla alla realtà attuale, mi chiedo quindi come una personalità così forte e fuori dal comune come quella di Jane Eyre riuscisse a sopportare gli sbalzi d’umore di Mr. Rochester. Ogni storia è figlia del suo tempo, ma com’è possibile che non si ribellasse? Com’è possibile che dopo averlo visto vestito da zingara (dai, eh) non gli avesse buttato una caraffa di tè bollente in testa e non fosse scappata prima?

È assurdo pensare anche come alcune cose che al giorno d’oggi sarebbero assolutamente impensabili all’epoca erano di quotidiana amministrazione, come richiudere una moglie pazza in una stanza nascosta (in realtà questo è molto attuale, purtroppo le malattie mentali sono ancora filtrate da ignoranza e pregiudizi).

È ovvio che la mentalità dell’epoca era diversa rispetto alla nostra, ma ciò non toglie che possa risultare spiacevole alla lettura e all’immedesimazione.

Alcune curiosità su Jane Eyre

Jane Eyre è uno dei classici più amanti delle sorelle Brontë, leggerlo e rileggerlo è spesso un piacere.

Oggi vi propongo alcune curiosità (alcune sono spoiler per chi ancora non ha letto il libro) su questo libro.

-Jane Eyre è stato pubblicato nel 1847 sotto lo pseudonimo di Currer Bell. Tutte le sorelle Brontë, compresa Charlotte, hanno pubblicato i loro primi libri spacciandosi per i fratelli Bell.

– Alcuni studiosi hanno attribuito erroneamente a Charlotte Brontë non solo Jane Eyre, ma anche Cime tempestose, l’unico romanzo della sorella Emily.

-Charlotte racconta in Jane Eyre molte vicende autobiografiche come, ad esempio, il suo soggiorno a Lowood che è basato sulla sua esperienza alla Clergy Daughter’s School di Cowan Bridge nel Lancashire.

-Nel romanzo sono presenti una serie di episodi irrealistici e poco credibili, ma il lettore dell’epoca non era stupito da questo stratagemma in quanto molto frequente nella narrativa vittoriana, specialmente nei romanzi sentimentali.

– Nel 1839 Charlotte visitò la villa Norton Conyers nel North Yorkshire e in quest’occasione conobbe la storia di Mary, una donna che, ritenuta pazza, fu rinchiusa in una stanza. Quest’attico segreto, rinominato “Mad Mary’s Room”, è stato scoperto e reso visitabile dai proprietari della villa solo nel 2004, poiché ben nascosto da una serie di pannelli. Questa storia ha ispirato Charlotte per il personaggio di Bertha Mason.

– Per una curiosa coincidenza Charlotte dedicò la prima edizione di “Jane Eyre” al suo scrittore preferito, ossia William Makepeace Thackeray, autore del romanzo “La fiera delle vanità”. Quello che però ignorava è che, come il suo protagonista maschile, Thackeray tenesse sua moglie confinata in una stanza a causa della sua follia. A causa di questo al tempo si diffuse la voce che lo scrittore Currer Bell, si fosse ispirato proprio a Thackeray per il personaggio del suo romanzo.

Charlotte Brontë

Dopo Emily, è il turno di Charlotte. Possiamo dire che le sorelle Brontë non hanno avuto vita facile.

Charlotte nasce nello Yorkshire il 21 aprile 1816 da Patrick Brontë, un pastore protestante di origine irlandese e Maria Branwell, morta quando Charlotte aveva soltanto cinque anni.

Da bambina viene iscritta insieme alle sorelle alla Clergy Daughter’s School di Cowan Bridge, nel Lancashire, ma condizioni disastrose dell’istituto causeranno la morte prematura delle due sorelle maggiori e segneranno per sempre la salute di Charlotte ed Emily.

Proprio questa esperienza a Cowan Bridge sarà ricordata nel suo più famoso romanzo Jane Eyre sotto le spoglie della Lowood School.

La sua attività letteraria inizia prestissimo insieme alle sorelle Emily e Anne e il fratello Branwell: grazie alla fantasia da bambini e una scatola di soldatini crearono della avventure fantastiche che trascrissero su piccoli pezzetti di carta che, cuciti a mano, formano dei piccoli libri non più grandi di un francobollo. Da questa avventura infantile nacquero due saghe: Charlotte e il fratello creano la Glass Town Saga, mentre Emily e Anne inventano la Gondal Saga.

Charlotte, una volta cresciuta svolgerà la professione di istitutrice presso alcune famiglie benestanti senza mai trovare una posizione soddisfacente.

Nel 1842 andò a Bruxelles con Emily, dove conobbe il professore Constantin Héger di cui si innamorò, ma il sentimento non corrisposto causò una profonda delusione in Charlotte.

Qualche anno dopo torna in Inghilterra e inizia a scrivere insieme alle sorelle sotto pseudonimi (il suo era Currer Bell): propone dapprima Il professore, che viene rifiutato, poi Jane Eyre, subito accettato e dato alle stampe. Seguiranno poi Shirley e Villette.

Vedrà spegnersi uno dopo l’altro le sorelle e il fratello. Nel ’54 sposò il reverendo Nicholls. Charlotte muore di tubercolosi incinta del primo figlio.

La leggenda di Mulan

Se vi dico “E sarai veloce com’è veloce il vento” oppure “potente come un vulcano attivo” non iniziate a cantare?Se non lo fate è perché non avete mai visto il classico Disney di Mulan!

Se non lo avete fatto, correte ai ripari, non potete vivere senza conoscere Mushu e il grillo Cri-Kee.Parlo spesso delle mie “cose preferite” e sicuramente Mulan rientra fra queste e rientra nel #didonneamarzo.

Sapevate che la sua storia si ispira a quella di una leggendaria eroina cinese che si arruolò in un esercito di soli uomini? Le sue gesta sono narrate in un famoso poema cinese conosciuto come “La ballata di Mulan”.

La leggenda narra che in seguito a numerosi attacchi da parte di tribù nomadi e degli unni (come nel cartone), l’imperatore chiamò a raccolta tutti gli uomini cinesi per prendere le armi, fra cui Huan Hu, un noto condottiero nonché padre di Hua Mulan.

Così come viene narrato nel lungometraggio Disney, Hua Hu aveva una certa età e uno stato di salute precario, ma decise lo stesso di rispondere alla chiamata dell’imperatore. Dovete sapere che l’onore della famiglia e deli antenati era fondamentale.

Preoccupata per la salute del padre, Mulan risponde alla chiamata utilizzando il nome del fratello minore, ma secondo la leggenda il padre ne era al corrente anche se restio al riguardo. La nostra eroina combatté nell’esercito cinese, sempre secondo la leggenda, per dodici anni, fu nominata generale e successivamente comandante delle armate settentrionali, il tutto continuando a nascondere il fatto di essere una donna.

Come ci racconta il film Disney, la guerra finì grazie a Mulan che batté sul campo un famosissimo generale unno.

La leggenda di Mulan è stata tramandata con molte varianti o arricchimenti, ma la storia di base è sempre la stessa.

@Noemi Spasari