Le sorelle Macaluso

Oggi per #didonneamarzo vi apro un po’ il mio cuore e vi parlo di un’opera a cui sono molto legata: Le sorelle Macaluso di Emma Dante.
Questo spettacolo è uno dei “più dantiani” del repertorio della regista, quello che racchiude la sua poetica insieme a richiami a opere precedenti. È l’opera che ha reso la Dante famosa in tutta Europa, sicuramente uno dei suoi capolavori più riusciti. Da quest’opera è stato tratto un film lo scorso anno.


Seppur con alcune differenze, entrambe le versioni narrano la storia delle sorelle Macaluso in costante rapporto con la Morte che lotta con il desiderio di vita.
È la storia di una famiglia, del rapporto fra sorelle, che solo chi ha delle sorelle può capire, fatto di discussioni, vestiti rubati, ma assoluta complicità.
Le sorelle Macaluso sono, a parer mio, l’opera perfetta. Emozionante, coinvolgente, unica, che racchiude tutti gli elementi della drammaturgia dantiana.


È una storia al femminile, che mostra donne e sogni, donne spezzate dalla vita, donne che cercano di andare avanti e che tornano alla famiglia
Non è un’opera di facile digestione, i temi trattati sono importanti e sono mostrati allo spettatore senza filtri, come nella realtà.
Entrambe le versioni (il libro rispecchia la versione teatrale) mostrano la grande capacità registica della Dante, che nei due mondi ha saputo destreggiarsi come solo lei sa fare.

In entrambe le versioni gli interpreti sono assolutamente sublimi, degli attori e delle attrici meravigliosi, interpretazioni da brividi

Le donne dell’Unità d’Italia

Oggi si celebrano i 160 anni dell’Unità d’Italia, una storia che per tradizione è sempre stata declinata al maschile.
Quel che non tutti sanno è che la storia della nostra nazione è stata fatta anche per mano femminile.


Le cronache di quelle giornate che hanno portato all’Unità della nostra nazione riferiscono anche di proteste singole e collettive contro il divieto fatto alle donne di esprimersi in merito alla nascita di uno Stato. Le testimonianze ricordano perfino il caso di donne ammesse al voto in virtù del loro conclamato patriottismo.
Tante donne presero parte all’azione diretta, altre ospitarono nei salotti accesi dibattiti.


Fra le donne che scesero sul campo di battaglia ricordiamo Colomba Antonietti che prese parte alla battaglia di Velletri e di Palestrina, contro le truppe borboniche, morta per un colpo di cannone dell’artiglieria francese.
Luisa Battistotti Sassi è stata una dei protagonisti, armi in pugno, della cacciata degli austriaci durante le Cinque giornate di Milano.


Nelle fila cospirazioni sociali si annovera la figura di Cristina Trivulzio di Belgiojoso, una donna che scelse per sé la strada dell’impegno patriottico e dell’opposizione al dominio straniero.
“Peppa” la Cannoniera coinvolta nei moti rivoluzionari per l’Unità d’Italia avvenuti nel 1860, decorata con la medaglia d’argento al valor militare.

Jessie White fu una reporter anglo-italiana, tra le più importanti documentariste del Risorgimento e assertrice della causa italiana. Fu soprannominata Miss Uragano o la “Giovanna d’Arco della causa italiana”.


Ce ne sarebbero ancora tantissime da nominare, ma servirebbe molto più spazio per dedicare loro la giusta attenzione.

Josef Koudelka in mostra al Museo dell’Ara Pacis

Nell’unica tappa in Italia arriva al Museo dell’Ara Pacis a Roma arriva la mostra “Josef Koudelka. Radici. Evidenza della storia, enigma della bellezza”: trent’anni di fotografie nei più affascinanti siti archeologici del Mediterraneo raccolti in poco più di cento scatti.

Un viaggio attraverso l’opera di un grande maestro per riscoprire il nostro passato e apprezzare ancora di più il nostro presente.

Radici è un viaggio attraverso l’opera di uno degli ultimi grandi maestri della fotografia moderna che si dedica alla ricerca della bellezza caotica delle rovine e del paesaggio antico, trasformati dal tempo, dalla natura, dall’uomo.

Fonte: http://www.arapacis.it/it/mostra-evento/josef-koudelka-radici

A Palermo la nuova mostra di Luigi Presicce

Homo sapiens sapiens sapiens è il titolo della nuova mostra di Luigi Presicce inaugurata a Palermo il 4 febbraio.

La mostra ospitata alla Rizzuto Gallery in via Maletto n5 a Palermo sarà visitabile fino al 30 giugno.

L’iter della mostra presenta un corpus di opere dell’artista di recente produzione realizzate nel corso del primo lockdown (primavera 2020), un momento che ha dato la possibilità all’artista di riflettere sulla natura umana e sulla sua evoluzione-involuzione.

Fonte: https://www.rizzutogallery.com/

Lunedì con il Poldi: nuovo appuntamento con il ciclo di incontri virtuali

Oggi 8 febbraio alle 21 Lavinia Galli, conservatore del MuseoMuseo Poldi Pezzoli, racconta l’opera Autoritratto in un gruppo di amici di Francesco Hayez.

Vi era l’abitudine fra gli artisti neoclassici e romantici di ritrarsi a vicenda in immagini di gruppo.

Al Museo Poldi Pezzoli di Milano è conservato il famoso Autoritratto in un gruppo di amici di Francesco Hayez datato 1827.

La conferenza online di questa sera sarà utile per scoprire i modelli e i precedenti di quest’opera e per conoscere i protagonisti del dipinto – a partire da Hayez e la sua passione per gli autoritratti – in un percorso attraverso la ‘nuova’ arte romantica e i generi da essa prediletti.

Per info e prenotazioni: inviare una mail a info@museopoldipezzoli.org.
Alla conferma di avvenuta iscrizione, riceverete il codice di accesso.

Costo visita: donazione minima a partire da 5€, entro le ore 12.00 di lunedì 8 febbraio.
Modalità di pagamento: tramite il tasto “Dona ora” nella sezione del sito “Sostieni il Museo”.

 

Fonte: https://museopoldipezzoli.it/calendario/ 

Procida Capitale italiana della Cultura 2022

Il ministro per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo, Dario Franceschini, ha annunciato il nome della Capitale italiana della cultura 2022 poco dopo le 10. L’isola e il suo progetto hanno sbaragliato le finaliste: Ancona, Bari, Cerveteri, L’Aquila, Pieve di Soligo, Taranto, Trapani, Verbania e Volterra.

“Il progetto culturale presenta elementi di attrattività e qualità di livello eccellente. Il contesto di sostegni locali e regionali pubblici e privati è ben strutturato, la dimensione patrimoniale e paesaggistica del luogo è straordinaria, la dimensione laboratoriale, che comprende aspetti sociali e di diffusione tecnologica è dedicata alle isole tirreniche, ma è rilevante per tutte le realtà delle piccole isole mediterranee”. Così le motivazioni della giuria lette dal ministro Franceschini per la scelta di Procida Capitale italiana della Cultura per il 2022.

“La cultura non Isola” è stato lo slogan della candidatura di Procida a Capitale Italiana della Cultura, perché – si legge nel dossier – “la terra isolana è luogo di esplorazione, sperimentazione e conoscenza, è modello delle culture e metafora dell’uomo contemporaneo. Potenza di immaginario e concretezza di visione ci mostrano Procida come capitale esemplare di dinamiche relazionali, di pratiche di inclusione nonché di cura dei beni culturali e naturali”.

Definito il progetto per il nuovo Museo della città a Genova

Avrà sede nella Loggia di Banchi e intende essere punto di riferimento culturale e identitario della città.

Il nuovo museo è stato pensato come una porta di accesso alla città: una struttura culturale dall’allestimento innovativo, dinamico, multimediale e scenografico, che racconta la storia di Genova dalle sue origini ad oggi. Un luogo di primo impatto del territorio, che ne racchiude i temi identificativi, l’evoluzione storica e urbanistica; uno spazio concepito anche per indirizzare il visitatore alla scoperta del patrimonio artistico custodito nei musei genovesi, degli antichi palazzi cinquecenteschi, del ricco e complesso tessuto storico urbano di Genova.

Non punterà solo sulla sua collezione, ma anche sulla narrazione e sulla capacità di coinvolgere diversi pubblici: sarà infatti un museo rivolto a tutti, uno spazio di scambi e incontri, una piazza urbana interna, fondato su un dialogo continuo tra città e museo.

Fonte: Comune di Genova

Nuovo direttore per il Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia

Nominato il nuovo direttore del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia, per il triennio 2021-2023, che succede a Franco Però: si tratta di Paolo Valerio.

Paolo Valerio, di origini veronesi, diplomato alla Scuola del Piccolo Teatro di Milano, apprezzato regista e attore, già direttore artistico di Fondazione Atlantide-Teatro Stabile di Verona, ha anche diretto il Circuito GAT Triveneto, è organizzatore di festival ed eventi ed è docente e direttore della Scuola di Teatro del Teatro Nuovo.

“Cosa farai da grande?” il nuovo progetto educational del Teatro San Carlo di Napoli

Il Teatro di San Carlo di Napoli un nuovo progetto educational al suo calendario, “Cosa farai da grande?” indicato per bambini dai 6 ai 13 anni: con questo progetto, apre virtualmente le porte del suo Museo a tutti i bambini con un viaggio nelle arti e nei mestieri del Teatro.

La mostra Fiabe al Museo diventerà il set di sette incontri molto speciali con maestranze e artisti del Teatro, che ci guideranno in un divertente percorso tra i segreti del proprio lavoro. È un viaggio tra i mestieri del Teatro ma anche un viaggio alla scoperta delle proprie passioni e inclinazioni, alla ricerca dell’artista nascosto in ognuno dei partecipanti.

Sette appuntamenti a partire dal 10 gennaio:

10 gennaio 2021: Bozzetti. Disegna l’abito del tuo personaggio delle fiabe preferito…la nostra Direttrice della Sartoria ti mostrerà come!
17 gennaio 2021: Canto. Esegui per noi una canzone seguendo i suggerimenti del Direttore del Coro di Voci Bianche del Teatro San Carlo!
24 gennaio 2021: Strumento Musicale. Divertiti a registrare un breve brano eseguito con il tuo strumento musicale preferito o con uno di tua invenzione (hai mai pensato ai coperchi delle pentole?)…lasciati ispirarare dalla performance di uno dei nostri Professori D’Orchestra!
31 gennaio 2021: Danza. Esibisciti in una breve performance di danza…potrai ispirarti ai passi di uno dei ballerini del San Carlo!
7 febbraio 2021: Costumi. Il Carnevale si avvicina! Una delle nostre sarte ti mostrerà come confezionare un costume o un accessorio…divertiti a confezionare il tuo!
14 febbraio 2021: Trucco. Nessun costume è perfetto senza il giusto trucco! Segui il tutorial delle nostre truccatrici e trasformarti in uno dei tuoi personaggi preferiti sara un gioco da ragazzi!
21 febbraio 2021: Storia del Teatro. E alla fine un po’ di storia di questo magico Teatro.

Restituito all’Arcidiocesi di Lucca un’opera di Giovanni Domenico Ferrucci

È stata restituita dai Carabinieri per la tutela del patrimonio culturale di Bologna alla Diocesi di Lucca, un’opera seicentesca di Giovanni Domenico Ferrucci dal titolo “Madonna con Bambino e i Santi Crispino e Crispiniano”: il dipinto era stato illecitamente trafugato dalla Chiesa di Sant’Anastasio a Lucca nel periodo successivo al 1977. Il dipinto a olio su tela, delle dimensioni di 202×145 cm e risalente ai primi Anni Sessanta del Seicento

L’accurata attività di indagine è partita dopo che i Carabinieri sono venuti a conoscenza della vendita, presso una casa d’asta milanese, di una notevole pala d’altare seicentesca di probabile provenienza toscana -spiegano le autorità competenti. Meticolose verifiche hanno permesso di appurare che il dipinto, benché fosse stato posto in vendita come opera di un artista ignoto del Seicento, non era altro che il prezioso quadro realizzato nel 1662 circa da Giovanni Domenico Ferrucci per la Confraternita dei Santi Crispino e Crispiniano e rimasto conservato fino al 1977 nella Chiesa dei SS. Vincenzo e Anastasio a Lucca”.