Buffy l’eroina anche nella vita vera

Al giorno d’oggi le serie tv fanno parte delle vite di tutti noi, ci tengono compagnia, sono fra i nostri argomenti di conversazioni preferiti, ci affezioniamo, piangiamo, ridiamo. Ci son poi quei personaggi che ci entrano nel cuore, con cui cresciamo e che diventano in qualche modo dei modelli e degli amici.

Uno dei miei personaggi preferiti in questo senso è Buffy, la Cacciatrice.

Premesso che sono una fan sfegatata del genere fantascienza/fantasy/etc, ma Buffy mi piacerebbe a prescindere. La sigla di Buffy fra l’altro è una delle più belle della storia delle serie tv, ma anche tutta la colonna sonora è bellissima.

«Per ogni generazione c’è una prescelta, che si erge contro i vampiri, i demoni e le forze delle tenebre…lei è la Cacciatrice!» (brividi).

Titolo della serie è Buffy l’ammazzavampiri (Buffy the Vampire Slayer), che già suona dannatamente figo, è andata in onda tra il 1997 e il 2003 ed è stata scritta da Joss Whedon (sì, quello di The Avengers e Avengers: Age of Ultron). La serie ha avuto anche una continuazione fumettistica, con un’ottava stagione pubblicata dalla Dark Horse Comics, scritta dallo stesso Whedon e da altri autori.

Sapete che Whedon aveva già fatto un esperimento su Buffy? Ebbene sì, nel 1992 era uscito un film omonimo che fu un insuccesso commerciale (vi dico però che nel film c’era un giovanissimo Luke Perry insieme a Hilary Swank e a un irriconoscibile Donald Sutherland).

La storia di Buffy non ve la racconto davvero, perché tutti dovrebbero conoscere le avventure della cacciatrice/prescelta/ammazzavampiri. È una delle serie tv più belle della storia, che vedere unirsi diversi generi cinematografici: horror, arti marziali, urban fantasy, drammatico e splatter; in più la serie ha avuto un episodio musical (come lo adoro), dal titolo La vita è un musical. Dovete averlo visto, altrimenti recuperate, ci sono tutte le stagioni su Prime Video.

Quel che apprezzo in Buffy è che è un’eroina scelta per essere tale, non avendo bisogno di difendere la sua posizione, lei è The Vampire Slayer e nessuno può negarle il suo ruolo solo perché è una donna (ragazzina in realtà) o perché non mostra una scollatura provocante.

Il suo personaggio è ironico, forte e rispecchia anche l’abusato concetto di indipendenza. Affronta difficoltà stereotipate come i vampiri dal terribile trucco, ma si ritrova a dover fare i conti anche con la vita vera, senza che nessuno le regali nulla. Frequenta la scuola come tutti, e dopo la tragica morte della madre, si ritrova a dover mantenere se stessa e la sorella accettando lavori poco qualificanti, passando da problemi che chiunque di noi può aver vissuto: le bollette da pagare, lavori di ristrutturazione della casa, la spesa da fare e le macchie di sangue da pulire.

Non dimentichiamo, inoltre, che accanto a lei lottano i suoi fidati amici: Xander, un ragazzo impacciato che anche grazie alla vicinanza della Cacciatrice crescerà come personaggio, e Willow, probabilmente uno dei personaggi più forti delle serie televisive, una giovane strega molto potente che vivrà anche la difficile comprensione del suo vero io e che poi per il dolore della perdita scatenerà l’inferno in terra.

Insomma, Buffy e il suo gruppo di amici si ritrovano a dover combattere tutti i giorni il Male proprio sulla Bocca dell’Inferno (se non avete capito, ripeto recuperate la serie), ma anche a dover affrontare i problemi di ogni persona “normale”: delusioni d’amore, compiti in classe, bulletti della scuola, la vita quotidiana.

Come dimenticare la grande storia d’amore fra Buffy e Angel e tutto il tormento che ne è conseguito (vorrei dire a tal proposito che grazie a Buffy il mondo ha conosciuto David Boreanaz, devo davvero aggiungere altro?). E la storia di Angel stesso che è così piena di sangue e tormento o di Spike con altrettanto sangue e tormento.

È facile così rispecchiarsi in personaggi irreali, ma anche reali come Buffy, in cui vediamo non solo la lotta al male, ma anche la difficoltà della vita quotidiana. Eroine a tutto tondo.

@Noemi Spasari, 2021