Dantedì: Beatrice, la donna amata dal Sommo

Oggi il Dantedì si unisce al #didonneamarzo e vi parlo della figura femminile centrale nella poetica e nella vita dantesca: Beatrice, la tanto gentil e tanto onesta, la bella e beata dall’angelica voce.

Chi sia stata realmente questa donna lo possiamo solo supporre: sebbene non unanime, la tradizione la identifica in Beatrice Portinari, detta Bice, coniugata de’ Bardi; lo stesso Giovanni Boccaccio, nel commento alla Commedia, fa esplicitamente riferimento alla giovane.

Ci sono pochi documenti certi che parlano di Beatrice, alcuni hanno addirittura dubitato della sua reale esistenza. Alcuni dati ce li fornisce lo stesso Dante, la data di nascita è presumibilmente ricavata per analogia con quella di Dante (coetanea o di un anno più piccola del poeta, che si crede nato nel 1265); la data di morte la possiamo ricavare invece dalla Vita Nova, come l’unico incontro con Dante, il saluto, il fatto che i due non si scambiarono mai parola, ecc.

Un’ipotesi plausibile è che Beatrice sia morta così giovane forse a causa del parto del suo primo e unico figlio.

Henry Holiday, l’incontro immaginario fra Dante e Beatrice (con il vestito bianco) accompagnata dall’amica Vanna (con il vestito rosso), sul Ponte Santa Trinita a Firenze (1883)

Per quanto riguarda il personaggio descritto e amato dal caro Dante, possiamo tranquillamente pensare che il Sommo abbia un po’ esagerato alcune cose (probabilmente sognava tanto).

Prima di andare avanti ricordiamo che quasi sicuramente Dante e Beatrice non si parlarono mai, tutto fu frutto dell’immaginazione del Poeta, tipo me e Chris Hemsworth.

Beatrice è la protagonista di molte delle prime poesie di Dante nello stile stilnovista che furono poi raccolte nella Vita Nuova e nelle Rime: secondo lo Stilnovo la donna prende le sembianze di donna-angelo, passando poi ad un upgrade arrivando a essere quasi raffigurazione di Cristo e sembra anzi anticipare il valore allegorico che avrà nel poema di grazia divina.

Vito d’Ancona – Dante e Beatrice

La Vita Nova è proprio dedicata a Beatrice: in base a quanto detto da Dante al suo interno Beatrice fu vista da Dante per la prima volta quando aveva nove anni e i due si conobbero quando lui aveva diciotto anni. Morì molto giovane e questo causò in Dante un grande dolore, che trovò conforto nello studio della filosofia e in testi latini

Per quanto riguarda la Divina Commedia, Beatrice fa la sua prima apparizione nel II Canto dell’Inferno, nel momento in cui si ritrova a scendere nel Limbo e pregare Virgilio di soccorrere Dante.

Ricompare poi nel XXX Canto del Purgatorio, al termine della processione simbolica nel Paradiso Terrestre: qui vediamo la donna amata da Dante coperta da un velo bianco su cui è posta una corona di ulivo, indossa un abito rosso e un mantello verde, colori che simboleggiano le tre virtù teologali (il bianco è la fede, il verde è la speranza, il rosso è la carità).

Il solo vederla provoca profondo turbamento in Dante (uno svenimento in più, uno in meno, che sarà mai. Ripeto come me e Chris Hemsworth).

Infine, nella terza Cantica, Beatrice assume il ruolo di guida e maestra di Dante, come era stato Virgilio nelle prime due. Come è ovvio pensare, il loro rapporto sarà molto diverso: a lei Dante si rivolge con tutti i termini stilnovisti del caso, mentre Beatrice avrà nei confronti del Sommo un atteggiamento severo e di rimprovero.

Sapevate che a Firenze nella chiesa di Santa Margherita de’ Cerchi si trova il luogo di sepoltura di Beatrice, o almeno quello tradizionalmente indicato?  La Chiesa si trova, infatti, vicina alle abitazioni degli Alighieri e dei Portinari, dove si troverebbero i sepolcri di Folco e della sua famiglia. In realtà ci sono delle ipotesi che indicano come possibile luogo di sepoltura il sepolcro dei Bardi situato nella basilica di Santa Croce, sempre a Firenze, tutt’oggi segnalato nel chiostro da una lapide con lo stemma familiare, vicino alla Cappella dei Pazzi.

Quel che si può dire è che Dante amò questa donna con un amore divino e irreale, non fisico e materiale. Sicuramente è uno degli amori meno amati dagli studenti!

L’immagine usata come copertina dell’articolo è un’opera di @Paolo Barbieri art contenuta nel libro “L’inferno di Dante” illustrato da Barbieri e rappresenta proprio Beatrice.