“Te piace ‘o presepio?” Il Natale in casa Cupiello

Natale è quasi arrivato e continuano gli articoli a tema! Oggi parliamo di teatro: è facile il collegamento all’opera ambientata in questo periodo dell’anno, nata dalla penna del grande artista, regista, attore e tanto ancora, napoletano Eduardo De Filippo.
L’opera di cui parliamo è ovviamente Natale in casa Cupiello, un grande classico della letteratura teatrale.
Eduardo per me è uno di quei grandi nomi per cui ho sempre un po’ di ansia da prestazione nel rapportarmi, per quel timore reverenziale che mi provoca la loro idea, grandi nomi, grandi personaggi, grandi artisti.

Natale in Casa Cupiello è un’opera tragicomica portata per la prima volta in scena il 25 dicembre 1931 al Teatro Kursaal di Napoli (oggi Cinema Filangieri) dalla da poco formata Compagnia del “Teatro Umoristico I De Filippo”, composta dai tre fratelli e da attori già famosi o giovani alle prime armi che lo diventeranno.

I fratelli De Filippo

In questa prima rappresentazione l’opera venne messa in scena come atto unico, che è corrispondente al secondo atto della versione definitiva.

Come è arrivata la versione definitiva in tre atti?
La storia è un po’ confusa, ma possiamo dire che è avvenuta in due momenti diversi: il primo atto sembrerebbe essere stato aggiunto nel 1932-33, mentre il terzo e quindi a completare la versione definitiva nel 1934.
La complessa genesi della commedia ha portato lo stesso Eduardo a definirla come un “parto trigemino con una gravidanza di quattro anni“!

Come succede a molte opere, anche Natale in Casa Cupiello ha visto diverse rappresentazioni e traduzioni, come ad esempio la versione televisiva in bianco e nero per RAI del 1962, che presenta alcune differenze col copione originale. Piccolo dettaglio che può interessare: tutte le opere teatrali di Eduardo hanno visto una trasposizione televisiva (e menomale! Abbiamo così modo di vedere le opere di Eduardo per intero).

Un’altra trasposizione sempre per RAI e Istituto Luce a colori è del 1977, oppure una versione teatrale del 2014 con la regia di Antonio Latella e tante altre.
L’ultima esce proprio oggi (22 dicembre), nell’anno in cui ricorrono 120 anni dalla nascita del drammaturgo: Natale in casa Cupiello vede in questa nuova edizione la regia di Edoardo De Angeli e la produzione di RAI-Picomedia ed è interpretato da Sergio Castellitto, Marina Confalone, Adriano Pantaleo Tony Laudadio, Pina Turco, Alessio Lapice e Antonio Milo (potrete vederlo stasera su RAI1).

Natale in casa Cupiello, 2020 – da RAI

Di cosa parla l’opera?
La storia si svolge nell’arco di circa cinque giorni nella casa della famiglia Cupiello, Christmas spirit is in the air!

Non vi racconterò tutta la storia (leggete l’opera o vedetela stasera in tv), ma è un susseguirsi di gag divertenti, confusioni e incomprensioni.

I personaggi dell’opera sono rappresentati dai membri della famiglia Cupiello e Vittorio, amante della figlia.

Luca Cupiello – “Lucariello” è un amante del natale e delle tradizioni, in particolar modo quella del Presepe da bravo napoletano, in contrasto con la moglie e il figlio Tommasino che ritengono la tradizione del presepe anacronistica.
A complicare la realizzazione del presepe interverrà Pasqualino, fratello di Luca, scapolo iroso, sempre in lite con Nennillo. Fra gli elementi tragicomici ricorrenti vi è senza dubbio la difficoltà motoria di Lucariello, nonché la sua difficoltà a ricordare le cose e non arrivare a capire subito cosa sta succedendo.

La già traballante armonia familiare viene resa ancor più complicata dalla decisione della figlia di lasciare il marito e la sua confessione di avere un amante.

Iconica la domanda che ritorna spesso nel susseguirsi degli eventi che Luca rivolge al figlio Tommasino, anche in punto di morte: «Te piace ‘o presepio?» (“Ti piace il presepe?“).

Cosa rappresenta il presepe in questa storia?
Luca è un amante della tradizione con una fissazione per il presepe, simbolo della tradizione napoletana nonché rappresentazione della famiglia unita.
Per il protagonista la costruzione del presepe diventa un modo per sfuggire alla realtà e crearsene una nuova.

Cosa possiamo imparare da quest’opera che accompagna molti natali da quasi novant’anni? Che comunicare meglio non sarebbe una cattiva idea!
E che la genialità dell’opera eduardiana non ha confini.

 

@Noemi Spasari, 2020